Le persone disordinate sono dei geni produttivi. Lo dice la scienza

Le persone dovrebbero apprendere ad abbracciare il caos, perché nulla rimane pulito e in ordine per sempre. Tutto torna inesorabilmente al disordine originale. “Le persone disordinate l’hanno capito e non permettono a oggetti o convenzioni di dettare legge nelle loro vite”.

By Caithlin Pena

Da bambini ci hanno insegnato che una stanza disordinata equivale a una mente disordinata. Non avevamo scelta: o mettevamo a posto o eravamo in castigo.

Lo confesso, sono un po’ maniaca della pulizia ma solo perché sono allergica alla polvere. Inoltre, mi piace mettere a posto perché ho la sfortuna di dimenticare dove lascio le cose. Allo stesso tempo, però, non ho molta pazienza a pulire e rassettare quando non ce n’è il bisogno, il che bastava a cacciarmi nei guai per colpa della mia “stanza in disordine”.

John Haltiwanger di Elite Daily sostiene che le persone disordinate sono ingiustamente accusate di essere pigre. Uno spazio di lavoro caotico, secondo lui, non equivale a una mente caotica.

“Viviamo in un mondo prevedibile governato da formule … La società cerca costantemente di mantenere l’ordine, in tutte le sue sfaccettature”, sostiene, “ma non è che una mera illusione”.

Per questo, se siete persone disordinate e vi imbattete in disapprovazione e sguardi critici, ecco tre motivi per i quali va bene essere disordinati.

1. Non temete lo status quo

Haltiwanger sostiene che essere precisi e ordinati può essere necessario se non addirittura bello. In ogni caso, le persone dovrebbero apprendere ad abbracciare il caos, perché nulla rimane pulito e in ordine per sempre. Tutto torna inesorabilmente al disordine originale.

“Le persone disordinate l’hanno capito e non permettono a oggetti o convenzioni di dettare legge nelle loro vite”.

2. Trovate l’ispirazione nel vostro casino

Sapevate che tante persone di successo sono disordinate? Roald Dahl, J.K. Rowling e perfino il grande genio Albert Einstein.

In A perfect mess: the hidden benefits of Disorder (“Il caos perfetto: i benefici segreti del disordine”, ndt), gli autori Eric Abrahmson e David H. Freedman sostengono che “su una scrivania disordinata, i lavori più importanti e urgenti tendono a essere più vicini e a portata di mano, al contrario dei lavori secondari che normalmente sono sepolti sul fondo o sul lato opposto. Tutto ciò ha un senso”.

Allo stesso modo, una ricerca condotta da Kathleen Vohs, della Carlson School of Management dell’Università del Minnesota, ha rivelato che un ambiente disordinato stimola la creatività.

“Gli ambienti disordinati incoraggiano la ricerca delle novità lontano dai soliti paradigmi, il che può portare a nuove intuizioni,” sostiene, “al contrario, gli ambienti ordinati favoriscono un modo di pensare convenzionale e stimolano l’aderenza agli schemi esistenti.”

3. Siete coraggiosi e spontanei.

“Seguono la corrente invece di nuotarci contro”, ha affermato Haltiwanger.

Anziché preoccuparsi di dettagli insignificanti, le persone disordinate tendono ad avere una visione d’insieme. Preferiscono investire il tempo a disposizione nel portare avanti compiti importanti piuttosto che preoccuparsi di cose minori. Secondo Haltiwanger, questo li rende più avventurosi e disposti a sperimentare, al contrario delle persone ordinate.

Non c’è niente di sbagliato nell’essere ordinati, così come non c’è niente di sbagliato nell’essere disordinati. Permettente al vostro caos di ispirarvi e preoccupatevi di mettere a posto in un secondo momento. Ricordate, però, che è fondamentale mantenere l’equilibrio tra l’ordine e il caos.

“Una vita disordinata è una vita semplice e bella, ed è per questo che può far nascere tante menti brillanti ed innovative”, conclude Haltiwanger.

Questo post è originariamente apparso su The Huffington Post America ed è stato tradotto da Valentina Mecca

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Chi ha scoperto come funziona un’eclissi? Te lo dice La Scienza.

L’eclissi di Luna che si verificherà questa sera sarà un evento particolarmente spettacolare, per durata e per oscuramento del satellite.

La storia della scoperta del modo in cui realmente funziona l’oscuramento del disco solare da parte della Luna (eclissi di Sole) o quello della Luna da parte della Terra (eclissi di Luna) si incrocia con la storia della filosofia classica, ma è piuttosto incerta.Le eclissi vennero registrate in modo regolare dai Babilonesi e, a partire dall’VIII secolo avanti Cristo vennero, probabilmente, anche previste.

Siccome le eclissi sono fenomeni che hanno una regolarità ciclica, sapere quando si verificheranno non significa per forza capire perché si verifichino. Anche in Cina le eclissi vennero registrate fin da tempi molto antichi e una leggenda racconta di due astronomi fatti giustiziare per non aver saputo prevedere un eclissi di Sole addirittura duemila anni prima di Cristo.La scoperta di come avvenga un’eclissi è spesso attribuita al filosofo e matematico greco Talete, vissuto forse tra il 640 e il 548 a.C..

Lo storico Erodoto, vissuto quasi due secoli dopo, attribuì a Talete la previsione di un’eclissi di Sole che si verificò durante una battaglia tra Medi e Lidi. E questo racconto ha indotto molti a pensare che Talete sapesse perché le eclissi si verifichino.

Gli storici della scienza, come il francese André Pichot (nel libro “La nascita della scienza”) ha chiarito che si tratta di una falsa attribuzione e sostiene che la scoperta fu fatta da Anassagora un secolo dopo.Il fisico Roberto Casati ha spiegato nel suo libro “La scoperta dell’ombra” che anche la semplice previsione dell’eclissi da parte di Talete è molto probabilmente frutto di fantasia: siccome le eclissi solari non sono mai visibili da tutta la Terra ma solo in alcune zone, Talete non avrebbe potuto prevedere un’eclissi di Sole in Asia Minore.John Gribbin, nell’Enciclopedia di Astronomia e Cosmologia della Garzanti, scrive anche lui che Anassagora di Clazomene fu il primo a fornire la spiegazione corretta delle fasi della Luna oltre che delle eclissi solari e lunari, anche se per le eclissi lunari pare che immaginasse che a frapporsi tra Sole e Luna fossero corpi normalmente invisibili.

Il fisico e premio Nobel Steven Weinberg precisa però, nel suo libro “Spiegare il mondo”, che l’attribuzione ad Anassagora è stata fatta in base alle citazioni contenute in opere di altri autori, vissuti molti secoli dopo. E quindi potrebbe essere dubbia. Tra l’altro, Anassagora pensava che la Terra fosse piatta.Forse aveva intuito qualcosa un altro filosofo, Anassimene, vissuto pure nel VI secolo prima di Cristo, che però pensava che la Terra fosse un cilindro. Anche di Anassimene non ci sono arrivati che pochi frammenti delle sue opere.Di certo aveva capito il meccanismo Aristotele, vissuto duecento anni dopo Anassagora, tra il 384 e il 322 a.C., che usa l’eclissi per dimostrare che la Terra sia tonda: l’ombra dell’eclissi di Luna, prodotta proprio dalla Terra che si frappone tra il Sole e il nostro satellite, è sempre un arco di circonferenza e dunque a crearla non può essere che un corpo sferico.E di certo sapeva tutto anche Aristarco di Samo, vissuto tra il 310 e il 230 a.C., che fu il primo a sostenere che la Terra giri attorno a Sole e che tentò persino di sfruttare le eclissi per calcolare le dimensioni relative di Terra, Sole e Luna.

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Finalmente si possono abbandonare le pagine indesiderate!

Un recentissimo studio afferma che da oggi si può facilmente abbandonare una pagina Facebook non gradita.

Dopo anni di ricerca, infatti, si pone fine al disagio di molti utenti nel rimanere intrappolati all’interno di pagine di cui non capiscono la filosofia o che semplicemente non ne condividono i contenuti .

Ad annunciarlo oggi Zuckenberg nei laboratori di Silicon Valley in conferenza stampa.

Migliaia sono gli utenti che hanno approfittato di questa nuova feature liberandosi definitivamente dal gravoso peso di dover necessariamente subire i post delle suddette pagine.

La procedura è semplicissima, studiata appositamente per i casi più disperati, bisogna cliccare sull’icona con il pollice in su (“Ti piace”) ed il gioco è fatto!

Tra le anticipazioni è trapelato il futuro inserimento del tasto “Fatti una risata” ma trattandosi di un argomento delicato e di difficile comprensione il progetto resterà ancora in via del tutto sperimentale a disposizione di un campione di persone.

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